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Il mercato delle criptovalute in Europa è destinato a crescere

Il report Bitpanda prevede una crescita significativa nei prossimi anni, con una spinta proveniente dall'Europa Centrale e Orientale.

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Questa settimana ho letto un interessante studio intitolato “Europe diving into crypto”1, realizzato dal dipartimento Technology Solutions dell’exchange tedesco Bitpanda. Il rapporto esplora gradualmente l’ambiente di mercato per i cripto-asset in Europa e fornisce una comprensione del sentimento attuale e delle preferenze degli investitori, sia privati che istituzioni finanziarie (IF).

L’analisi pone l’accento su tre fattori chiave per il potenziale di adozione delle criptovalute in Europa:

  1. la dimensione complessiva del mercato degli investitori;
  2. la visibilità dell’economia Web3 in ogni paese;
  3. la solidità del quadro normativo.

Vediamo i punti salienti.

Dimensioni del mercato crypto europeo

Tre paesi dominano l’orizzonte degli investimenti europei: Germania, Regno Unito e Francia detengono complessivamente €15.700 miliardi in asset liquidi degli investitori.

La Germania ha il maggior numero di persone in età da investimento (73,5 milioni), mentre il Regno Unito, nonostante una base più piccola (56,7 milioni), beneficia del suo ruolo di centro finanziario globale e mostra una concentrazione maggiore di ricchezza liquida (€4.300 miliardi) rispetto alla Francia (€2.800 miliardi).

L’Italia è al quarto posto per ricchezza liquida (€2.200 miliardi) e popolazione che investe (51 milioni).

general investor market size private individuals liquid wealth

Anche la Svizzera ha un ruolo significativo grazie al suo ecosistema finanziario, nonostante la popolazione di investitori privati sia comparativamente più piccola (7,7 milioni).

Sul versante istituzionale, la ricchezza liquida detenuta dagli investitori aziendali rispecchia le forze regionali. Paesi come Germania, Francia e Svizzera rimangono attraenti grazie alla loro robusta infrastruttura finanziaria e all’attività degli investitori.

Quindi, i paesi con basi di investitori forti e una crescente chiarezza normativa sono meglio posizionati per supportare lo sviluppo e l’adozione mainstream dei servizi cripto.

Fiducia istituzionale nelle criptovalute

Gli investitori privati e aziendali europei differiscono notevolmente nel modo in cui approcciano e percepiscono i cripto-asset. Pur riconoscendo entrambi il potenziale di crescita delle criptovalute, gli investitori privati rimangono più cauti rispetto ai loro omologhi istituzionali.

support for crypto assets

Comunemente si ritiene che le criptovalute rappresentino una classe di asset distinta. Circa il 60% degli investitori aziendali supporta questa idea, con solo una piccola minoranza che la rifiuta. Tra gli investitori privati il consenso è meno marcato, con circa un terzo che vede le cripto come una categoria a sé stante.

Bitcoin rimane il punto di riferimento dominante. Oltre il 40% degli investitori aziendali lo considera l’unica criptovaluta rilevante, ma solo il 15% degli investitori privati. Tuttavia, circa il 30% degli investitori privati e il 26% di quelli aziendali riconosce la rilevanza anche di altre criptovalute.

In generale, gli investitori aziendali mostrano maggiore fiducia e convinzione nella legittimità e nel potenziale della classe di asset cripto, mentre gli investitori privati continuano ad adottare un atteggiamento più prudente.

Prospettive future di incertezza

Gli investitori istituzionali guardano al futuro con ottimismo. Per la maggior parte degli intervistati (56%) le criptovalute guadagneranno importanza nei prossimi tre anni. La maggior fiducia alberga nell’Europa Centrale e Orientale (CEE), dove oltre il 64% degli investitori aziendali supporta questa visione.

In contrasto, i francesi e i paesi nordici hanno maggiore scetticismo: un investitore aziendale francese su cinque che non prevede un aumento della rilevanza delle criptovalute.

Gli investitori privati mostrano invece una prospettiva più riservata, con solo il 27% che prevede un aumento della rilevanza. Sul dato pesano un maggior numero di incerti o indecisi rispetto a quello registrato dalle intervisti con gli istituzionali. Le differenze tra gli investitori privati nei vari paesi sono minime, sebbene ancora una volta gli investitori privati della CEE mostrino maggiore ottimismo rispetto ai loro omologhi.

In Italia, il 26% degli investitori sentiti prevede un aumento di rilevanza delle crypto nei prossimi 3 anni, mentre il 23% è del parere opposto.

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Intenzioni di investimento future

In tutta Europa, circa un investitore aziendale su cinque non ancora presente nel mercato crypto esprime chiare intenzioni di investire in futuro e la metà pianifica di farlo entro i prossimi 12 mesi.

Questo evidenzia un certo slancio nella crescita nel settore cripto sia l’urgenza per le istituzioni finanziarie di offrire accesso alle crypto, se ancora non fanno.

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Tra le aziende che attualmente investono in criptovalute, la maggior parte riporta ricavi annui compresi tra €5 e €100 milioni, con livelli di proprietà che rimangono relativamente stabili attraverso diverse fasce di ricavi.

Geograficamente, l’adozione è relativamente bilanciata, anche se l’Italia mostra la quota più bassa di aziende che investono in crypto.

Dal punto di vista settoriale, l’adozione più forte proviene dai settori internet, tecnologia e telecomunicazioni (31%), seguiti da finanza e assicurazioni (18%). In settori come marketing, e-commerce e retail, invece, i tassi di adozione variano ampiamente da un paese all’altro. Ad esempio, oltre il 70% di tali aziende in Francia e nella CEE ha investito in crypto, mentre in Germania le società degli stessi settore sono decisamente meno (30%).

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  1. https://www.bitpanda.com/en/tech/crypto-report ↩︎

La newsletter di Michele

Questo contenuto è tratto dalla newsletter settimanale di Michele Mattei. Registrati gratuitamente se vuoi rimanere aggiornato sul mondo fintech.

Investor, advisor, fintech manager

Michele è un manager con diversi anni di esperienza in ambito finance, tech e fintech lavorando in Europa tra Italia, Germania e Spagna. Molto attivo nell'ecosistema startup, collabora con diversi programmi di accelerazione e incubazione in giro per l'Europa come mentor e advisor per startup early stage. È inoltre un investitore attivo in ambito fintech, con già una exit.

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